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Comprare azioni Bialetti, analisi e quotazioni aggiornate

Bialetti industrie spa è un gruppo italiano molto famoso in patria data la sua grandissima posizione da leader nel settore della caffetteria, per questo motivo investire sulle azioni di questa società potrebbe essere una buona idea.

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75% di conti di investitori al dettaglio che perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.

L’omino con i baffi e il dito puntato in alto delle famose e inimitabili caffettiere Bialetti, oggi ha anche un bel sorriso, Bialetti Industrie Spa ha infatti avuto una grande giornata in borsa valori. Il titolo negli ultimi sei mesi è stato un po’ altalenante, ma la volatilità a medio termine continuamente registrata ha permesso a molti appassionati di trading online di guadagnare comprando CFD e speculando su questo titolo.

La Bialetti non produce solo caffettiere, ma anche piccoli elettrodomestici ed è diffusa e conosciuta in molti paesi del mondo. Ha un fatturato che si aggira attorno ai 177 milioni di euro l’anno. Il marchio in Italia, patria indiscussa del caffè con la moka, è molto conosciuto e apprezzato. Praticamente ogni casa italiana ha una caffettiera Bialetti in cucina.

Per quanto riguarda il titolo in borsa, si considera tutt’ora un investimento ad alto rischio per quanto riguarda il lungo termine, ma perfetto per l’intraday.

Bialetti: un po’ di storia

Il Gruppo Bialetti nasce alla fine degli anno novanta,  in seguito alla fusione di due grosse aziende italiane che già avevano una buona diffusione in territorio nazionale: Rondine Italia era la prima società, aveva sede a Coccaglio in provincia di Brescia e si occupava in particolare del processo di produzione e distribuzione del pentolame Rondine era una delle società molto conosciute e tradizionalmente molto diffusa nella penisola Naturalmente la seconda società interessata nella fusione è stata la Alfonso Bialetti & C. Quest’ultima, che poi ha dato il nome al gruppo, all’epoca produceva già le famose caffettiere, e pochi anni prima era stata acquistata dalla famiglia Ranzoni.

Gli anni 2000

L’inizio del nuovo millennio è comunque un ottimo momento per Bialetti, avvengono varie acquisizioni, a partire da  aziende minori, ma comunque piuttosto attive, ad esempio l Pres-metal Casalinghi e Gb-Guido Bergna. A metà degli anni 2010, Bialetti decide di occuparsi inoltre di altri aspetti della casa di tutti noi e compra una società produttrice si accessori per la cucina e piccolo elettrodomestici: la Girmi. Nel 2005 avviene anche l’acquisizione di CEM, specializzata invece sulla cottura e particolarmente diffusa in Turchia.

La scalata al successo di Bialetti non si ferma, e poco dopo avviene anche l’acquisizione di Aetermun, il cui marchio di fabbrica era la produzione di accessori in acciaio.

L’IPO del gruppo Bialetti a Piazza Affari, avviene nel 2007. Durante quell’anno il gruppo ha i numeri per sfondare sul mercato. Per prima cosa mantiene i marchi di produzione delle aziende acquisite, e soprattutto concentra sul mercato italiano la vendita delle caffettiere. Considerando quanto noi italiani siamo dediti al caffè in tavola, possiamo dire che Bialetti è entrata per sempre nei nostri cuori.

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L’impatto della crisi

Gli stabilimenti Bialetti non erano dislocati solo sul territorio nazionale, ma parte della produzione avveniva anche all’estero, ed in particolare in Turchia (dove l’azienda aveva riutilizzato gli stabilimenti CEM), in Romania e India.

Purtroppo la crisi economica ha toccato anche l’universo delle caffettiere, come anche del resto della produzione Bialetti, così nel 2010 l’azienda chiude il suo storico stabilimento a Crusinallo, decentralizzando gli stabilimenti di produzione al fine di risparmiare sui costi.

Purtroppo non è sufficiente, e poco dopo viene anche ceduta la facilitie indiana, pur continuando a controllarne produzione e economia. Il 2015 è l’anno in cuil’azienda vede costretta a vendere, a Trevidea, il precedentemente acquistato marchio Girmi. Ma non sembra affatto essere finito il periodo no di Bialetti, infatti nel 2017 avviene un’ulteriore flessione delle vendite, in particolare per quanto riguarda le caffettiere. Il calo impatta nel bilancio per circa il 5,3%.

La discesa

L’indebitamento registrato dalla società si attesta ad una cifra poco inferiore agli 80 milioni di euro, contro un patrimonio netto di “soli” 8,8. Durante il medesimo anno, i ricavi dell’azienda ammontano ad un totale di circa 177 milioni, (-1,8% rispetto a quello precedente).

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La società si trova nel corso di questo 2018 a dover tornare in banca per una rinegoziazione dell’accordo in merito al debito, che a fine 2017 era scaduto. L’operazione ha messo ulteriormente in crisi il gruppo, e naturalmente c’è moltissima preoccupazione per il suo futuro. Durante tutto l’anno, a Piazza Affari il titolo Bialetti è oggeto di una forte vendita.

Dati sul tracollo

Si calcola dalla sua quotazione ad oggi, il titolo abbia perso circa l’80% del suo valore.

Certo gli amministratori Bialetti negli anni hanno fatto delle scelte troppo azzardate e probabilmente hanno gestito male il potenziale dell’azienda, i danni sono stati ingenti e anche il forte momento di crisi che ha imperversato per l’Europa non è stato d’aiuto per risolvere una situazione tesa dal punto di vista economico.

Nonostante tutto il nome del marchio risulta ancora molto conosciuto e a lui viene a tutt’ora associata la qualità di un ottimo caffè fatto in casa. Molti di noi, investitori o meno, ci sentiamo davvero abbattuti nel pensare che un marchio italiano tanto prestigioso e apprezzato possa scomparire definitivamente dal mercato.

Ad ogni modo non tutto sembra ancora perduto, e forse il futuro presenta delle possibilità per Bialetti. Il momento del riscatto potrebbe essere vicino, e gli investitori posso potenzialmente ricavare ancora dei buoni guadagni per un investimento in Bialetti.

Perchè allora investire sulle azioni Bialetti?

le azioni Bialetti in questo momento hanno un valore pressoché irrisorio. Ma a rendere interessante un eventuale investimento (ad altissimo rischio, ci teniamo a sottolinearlo), e il fatto che lo scorso anno, il fondo Och-Zif Capital ha investito 40 milioni nella società, al fine di ristrutturare completamente il debito. L’aumento registrato del capitale, è stato quindi del 25%.

Per quanto riguarda un possibile investimento sul titolo azionario?

Siamo ben cosci del fatto che molti di voi considerano un investimento sulle azioni in questione come un vero e proprio azzardo, soprattutto se si considera che le beghe legali non sono ancora confuse e che quindi la situazione è tutt’ora instabile. Ma in questo momento un investimento in azioni non costa praticamente nulla, e si tratta di una soluzione prendi tutto o perdi tutto.

Naturalmente è opportuno controbilanciare l’investimento con un opportuna differenziazione del paniere d’investimenti, magari optando per un investimento su titoli che garantiscono un livello di stabilità più alto e maggiore sicurezza finanziaria.

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